Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantascienza. Mostra tutti i post

mercoledì 15 dicembre 2010

Le navi spaziali di Ian McQue, concept artist

Ho una vera passione per l'illustrazione fantascientifica, soprattutto per le opere che hanno l'ardire di immortalare l'evoluzione del nostro mondo, i nostri insediamenti su pianeti lontani, navi spaziali che solcano il cosmo.
Ne avete visto e ne vedrete alcune come sfondo di questo blog.
Oggi ho scoperto, grazie a io9, i lavori di Ian McQue, concept artist scozzese che ha realizzato una serie di immagini di navi volanti nel cielo terrestre caratterizzate da un'apparenza di vissuto e di rabberciato che ricorda da lontano certi fumetti di produzione ispanica o latino americana.


Sul sito di Ian McQue troverete le sue opere e i disegni di progetto e, se siete dei veri appassionati di navi spaziali, non potete di certo perdere Conceptships, un blog interamente dedicato al design concettuale aerospaziale.

giovedì 25 novembre 2010

24/11/2010: cerchi nel grano e sbarchi alieni [racconto istantaneo]

La lettura di http://attivissimo.blogspot.com/ (che vi invito a frequentare spesso) crea un'occasione ghiotta per un racconto istantaneo.


Una sottile sfumatura [racconto istantaneo]

Ciak! Ciak! Ciak!
- Ahia! E stai più attento. Mi hai schiacciato un piede.
- Scusa, ma qui non si vede quasi niente.
- Ma se abbiamo scelto questa notte proprio perchè c'è la Luna piena...
- Si, ok, ma non è che ci si veda come di giorno.
- E allora cerca di prestare attenzione al mio rumore.
- Ma se è uguale al mio! Non capisco se sono io che calpesto o sei tu.
- Sono io, sono io. Tu fai solo finta.
- Non è vero.
- Invece sì. Mi tocca sempre ripassare il tuo lavoro.
- Non è vero.
- Invece sì, non ti sei mai accorto che finisco sempre dopo di te?
- Certo che me ne sono accorto. Però pensavo che fossi solo più lento di me.
- Lasciamo perdere. Sbrighiamoci che tra poco quella Luna cala.
- Va bene. Ne mancheranno, sì e no, ancora 42-43.
- Dividiamoci. Io vado di là, tu di qua.
- Di là dove?
- Di là, no? Non vedi dove ho indicato?
- Ah, era quel braccio lì. Io pensavo indicassi con l'altro.
- No, di là. Vai dai, non farmi perdere tempo.
...
- Ok, finito.
- Beh, dall'alto deve fare un bell'effetto.
- Sì, vedrai che lo noteranno subito.
- Però, ti devo dire la verità. E' un po' che ne facciamo e non è che ci sia tutto 'sto traffico.
- Cosa intendi?
- Beh, quanti ne abbiamo fatti di questi lavori. 200? 250? Ho perso il conto. Qualcuno ci ha mai ringraziato?
- Non ti basta il tuo stipendio? Comunque, aspetta e vedrai. Devi essere paziente. Un mio amico dice che, in media, ci impiegano 2-3 anni, ma poi arrivano le gratificazioni.
- Mi stavo facendo una domanda: perché li facciamo solo qui, in questi due continenti. E negli altri continenti niente di niente?
- Perchè il grano qui è più adatto. E poi si fanno nei luoghi dove ci sono delle motivazioni per farlo.
- Ma poi non ci sarebbe un modo più semplice e veloce per fare 'sti cosi? Dobbiamo sempre fare tutto a mano. Insomma, possibile che con i progressi tecnologici della nostra civiltà...
- Ci avevo pensato anche io e mi ero riproposto di studiare meglio la cimatica.
- La cinematica, intendi? Ma cosa c'entra?
- No, la cimatica. Si tratta di una tecnica per impiegare onde sonore e modificare il paesaggio.
- Caspita! E funziona davvero?
- Mah... a livello teorico sì, ma devo ancora approfondirne le applicazioni pratiche, posto che ne esistano.
- Beh, però se la studiassimo noi, magari, potremmo diventare famosi come i primi cimaticisti.
- Sì, non male come idea. Magari ne parliamo al capo, più tardi. Ora però dobbiamo andare. Manca poco all'alba.
I due raccolsero gli attrezzi utilizzati per calpestare le spighe di grano e si diressero al mezzo.
Quello più alto si voltò e, con espressione soddisfatta, rimirò il lavoro svolto. - Non male, non male. Chissà cosa ne diranno quelli che lo vedranno?
Il compare più tarchiato buttò tutti gli attrezzi nel bagagliaio e salì a bordo. - Dai, andiamo a dare un'occhiata da sopra.
Lo spilungone aprì il suo portellone e si mise ai comandi: le sue quattro mani stavano già impostando la rotta per il ritorno sugli strumenti dell'astronave.
A 400 metri di altezza si fermarono per osservare l'opera realizzata.
- Porca miseria! - L'esclamazione del tipo più alto rimbombò per la cabina di pilotaggio.
- Che c'è?
- Non vedi? - indicò con una delle quattro dita di una delle quattro mani di una delle quattro braccia. - Cosa leggi?
- Accidenti...
- Non possiamo neanche rifarlo.
- Porca miseria. E adesso?
- Ormai la frittata è fatta. D'altro canto siamo anche stanchi, giriamo per tutto il braccio della galassia a fare questi lavori. Ogni tanto un errore è logico che ci scappi.
- Che figuraccia: penseranno di trovare una cosa, invece dovranno faticare un bel po'.
- Peccato, però.
- Già, ma comunque è colpa tua.
- No, non è vero.
- Sì, invece. Chissà a cosa stavi pensando mentre scrivevi?
- Stavo pensando a scrivere.
- Seeeeee, come no. Stavi pensando alle tue femmine, confessalo.
- Non è vero.
- Invece sì. Secondo me, certi cerchi che facevi ti ricordavano gli apparati riproduttivi di Praisdf o di Bdjhf-dfe o ancora di Yosidfu-ew-f. Ecco sì, sicuramente di Yosidfu-ew-f. Quella ti fa perdere la testa. Sei il solito distratto. Porca miseria!
- Non è vero. Ero concentrato sulla scrittura.
- E' un vero peccato, però. Un pianeta così bello... Vabbè.
- Comunque non è colpa mia. Io pestavo il grano, sei tu che hai fatto il progetto.
- Ecco, se guardi il disegno del progetto, vedrai la differenza. Se noti, io la mia parte l'ho fatta giusta. E adesso mi spieghi perché, anziché scrivere "Scavare qui per trovare il metano" abbiamo scritto "Pregasi vaporizzare integralmente questo pianeta causa futuri lavori autostradali." ?

Foto ©Margherita Campaniolo

Ringraziamenti: ringrazio Attivissimo, florealpolla e Douglas Adams per le suggestioni ispirative.

giovedì 11 novembre 2010

Il mistero del missile in California [racconto istantaneo]

9 novembre 2010 
E' giallo su un missile lanciato ieri sera dalle coste della California meridionale e la cui scia è stata filmata da un elicottero della rete televisiva Kcbs (affiliata locale della Cbs). Secondo la Kcbs il missile è stato lanciato da una posizione a 56 km a largo delle coste ad ovest di Los Angeles e a nord dell’isola di Catalina. [Fonte: Quotidiano.net]

- Colonnello, ha fatto un ottimo lavoro con i giornali.
- Grazie generale. Ho dovuto contattare personalmente i direttori e anche un paio di astronomi per gestire la crisi. Purtroppo il servizio della KCBS e le parole di Ellsworth e di McInerney non ci hanno aiutato.
- Già. Anche se la gente non sa che Ellsworth non ha mai capito nulla di militare, per cui i complottisti gli daranno credito di certo. E McInerney andava di sicuro in cerca di un po' di notorietà. Sa come funzionano queste cose, no? Il direttore del giornale chiede ai suoi se conoscono qualcuno che può fare una dichiarazione a supporto delle teorie più estreme, questi contattano gente repressa che ha avuto una qualche funzione nel contesto in cui si parla e il gioco è fatto: eccoti la tua bella dichiarazione che supporta la teoria del missile.
- Si, naturalmente, ma, come ci ha insegnato l'esperienza, in questi casi per coprire un'attività segreta bisogna prima elaborare e divulgare alcune teorie alternative da dare in pasto ai giornali, e poi uscirsene con una smentita ufficiale dal Pentagono.
- A proposito di Pentagono, mi dica di cosa avete discusso con Lapan.
- Col colonnello Lapan ho condiviso alcune idee e frasi per il comunicato da diffondere alla stampa. Suonerà un po' così: "Con tutte le informazioni che abbiamo raccolto nell'ultimo giorno e mezzo circa questa scia di condensazione bla bla bla, sia all'interno del Dipartimento della Difesa sia delle altre agenzie governative, non abbiamo evidenza che suggerisca che si sia trattato di altro che di una scia ausata dai motori di un aereo"
- Bene, ha dato evidenza anche delle "altre agenzie governative", così se anche i giornali vanno a investigare in qualche altra agenzia troveranno sempre la stessa risposta.
- Affermativo.
- Ottimo.
- E poi Lapan proseguirà smontando la teoria del missile dicendo che la determinazione è stata effettuata su una serie di osservazioni su materiale video e fotografico, su tracciati radar, su testimonianze e registrazioni che non hanno dato evidenza alcuna della presenza di un missile.
- Ma secondo lei si sono convinti?
- Su questo non so darle una risposta precisa. Certo è che al Dipartimento della Difesa sono sicuri che si sia trattato di un missile, ma sono anche sicuri che non sia partito da un sottomarino russo, o giapponese o di altri ancora. Quindi, in questo momento, stanno brancolando nel buio.
- E lasciamoli brancolare. Sperando che non decidano di fare un sopralluogo sul supposto sito di partenza del missile.
- Beh, se anche lo facessero, mi aspetto che dovranno scandagliare a lungo un'area vasta come tutta la Death Valley, e solo presentare un preventivo di spesa per un'attività del genere basterà a fermare l'impresa. E' pressoché impossibile individuare le aperture dei silo di lancio dei missili, considerato quanto siano nascoste tra le montagne sottomarine a una profondità di 600 m.
- Sono d'accordo con lei, colonnello. Però è un po' di tempo che sto riflettendo sulla convenienza di questa estrema segretezza a cui ci siamo affidati. Ci siamo dovuti addirittura inventare anche il livello 5. Ma ci conviene davvero?
- Ma, generale, non possiamo permettere che soltanto una persona non coinvolta direttamente nel progetto Difesa Spaziale possa venire a conoscenza di informazioni Extra-Secret sulla base sottomarina, con un estremo rischio di divulgazione. Lo sanno solo il Presidente e il suo vice. Qui non stiamo parlando della sola sicurezza degli Stati Uniti e dei suoi alleati...
- Lo so, lo so, colonnello, mi risparmi la solita brodaglia. Sarà che quando si arriva a una certa età, il dubbio di non fare tutto quello che sarebbe stato in tuo potere cresce sempre più.
- Capisco, generale, ma è ormai un dato di fatto che la divulgazione di informazioni di questo tipo porterebbero direttamente al panico collettivo e all'ingoverabilità totale. Riesce a immaginarsi frotte di attivisti pro e contro, disordini, sommosse, governi che cadono, anarchie...?
- Colonnello, conosco questa realtà da più anni di lei. Come ben sa anche io ho fatto la mia parte in Nicaragua e in tutti quei teatri dove era necessario preservare gli interessi degli Stati Uniti. So a cosa porterebbe una divulgazione: è vero che "La conoscenza garantisce indipendenza", ma se la gente sapesse ciò che sta accadendo succederebbero un casino planetario dopo l'altro.
- A proposito di casino, signore. Sono andato a verificare i dati del lancio.
- Non mi porti brutte notizie, la prego, colonnello.
- Il Minuteman IV è arrivato sul bersaglio, che si trovava al momento in un'orbita geostazionaria a 4.528 chilometri di altezza.
- E...?
- Al meglio delle rilevazioni dei nostri strumenti e di Hubble, non sono stati rilevati danni sostanziali.
- Cioè, mi vuol dire che...?
- Crediamo che il Minuteman IV sia stato intercettato poco prima di arrivare a destinazione.
- Ma avrà comunque avuto un qualche effetto, no? Erano 200 Megatoni, è una delle cariche più potenti che avevamo, capace di fare piazza pulita in un raggio di 100 k.
- Quello che pensiamo è che, come si vede nei film, abbiano sviluppato una tecnologia di scudi di energia impenetrabili. Non so cosa pensare: probabilmente hanno trovato un modo per utilizzare la stessa energia dell'esplosione o chissà che altro.
- E allora cosa dobbiamo fare? Chiamare Ronald Emmerich e farci dare qualche dritta tipo Independence day?
Il colonnello volge lo sguardo a terra, imbarazzato. - Per un momento ci avevo pensato anche io, signore. Anche perchè, secondo le ultime rilevazioni, pare che nella fascia di Kuiper ne siano state avvistate altre 300 in rapido avvicinamento.

mercoledì 10 novembre 2010

[Cronache d'AltroDisco] Lord Kelvin incontra gli Argentino TransMetallici

Il lungo peregrinare di Lord Kelvin non ha mai fine: per riportare ordine nel caos, per ricondurre al giusto senso tutte le cose e le AltreCose, chiede lumi al Management di Dhergabar che gli consiglia di partire per andare a recuperare il fuoco sacro che arde nei cuori degli Argentino Transmetallici, un fuoco sacro che non è mica un X-factor qualsiasi!
Il cuore metallico del rock batte senza definire i bpm, che a volte sono centinaia e a volte poche decine, ma quel che più conta è che senza di esso il cammino evolutivo del paratempo si potrebbe congelare in uno statico avviluppo di rumori indefiniti che passano sotto il nome di techno-house.
Vai, Lord Kelvin, cavalca le steppe della pampa sul tuo destriero improbabile e riporta a noi, bramosi di arte e scienza dei suoni nel tempo, il succo del discorso.



Ecco cosa ha dichiarato Lord Kelvin al termine della sua missione in un attimo di fulgore mistico:"I fucking love Bruce Dickinson this way!! Yeahhh!!"
Domanda del quiz: qual è il nome che si sono affibbiati gli Argentino Transmetallici?

giovedì 28 ottobre 2010

[Cronache d'AltroDisco] Lord Kelvin d'Altrodisco goes OtherBritain

In questa nuova avventura, Kelvin, ribattezzato Lord Kelvin per meriti sul campo, si trova alle prese con una non ben definita minaccia proveniente dal popolo degli OtherBritish, un insieme di genti che popola la grigia landa al di là della Manica, popoli talmente incivili da non risciacquare i piatti dopo averli lavati, ma che vogliono comunque affrancarsi dall'etichetta di spocchiosi colonialisti musicali, affibbiata loro dal resto dell'Altroquando.
Anche questa volta l'impresa di Kelvin sarà ardua, ma tutt'altro che noiosa: trovare il modo di riportare l'universo a girare in senso orario a 45 giri. Come farà, soprattutto di fronte alla terribile minaccia posta da questi para-punk con kilt skozzesi, anfibi rinforzati e dentiere d'Altroquando?




Nota: poiché la vicenda si svolge in un mondo parallelo al nostro, ogni riferimento a persona, cosa, modi di fare, usi e costumi è puramente casuale.
Domanda del quiz: quanti anni ha il solista del gruppo?

mercoledì 27 ottobre 2010

[Cronache d'AltroDisco] Lord Kelvin d'Altrodisco

Calvin Morriston è un sergente della guardia nazionale dell'Ohio a riposo quando viene trasportato in un altro universo, un universo in cui una casta di produttori musicali ha il monopolio sull'etere e utilizza la televisione per indurre alla pazzia tutti coloro che circondano Calvin (colà ribattezzato Kelvin). Per poter sopravvivere, Kelvin dovrà cambiare il mondo, reinventare il jazz, il rock e l'hip hop, riorganizzare l'Institute of Electrical and Electronics Engineers e sconfiggere i burocrati musicali dei regni viciniori nel suo nuovo universo.
La sua prima avventura lo vede combattere contro dei nemici che dal Kazakhstan vogliono proporre all'oligarchia di produttori musicali un nuovo brano per manipolare le menti delle genti e indurle così alla sottomissione.
Riuscirà Kelvin a trovare il brano originale? E a che cosa si è ispirato l'autore per questo quiz?



Al primo solutore del quiz, la gratitudine paratemporanea di Tortha Karf.

martedì 26 ottobre 2010

Le Cronache d'AltroDisco

Le Cronache d'AltroDisco sono una serie di brevi episodi della vita di Lord Kelvin d'AltroDisco, liberamente ispirati al romanzo di fantascienza "Lord Kalva di Altroquando", scritto nel 1965 da H. Beam Piper come parte della sua Kalvan series di romanzi, a sua volta parte di una più vasta serie del Paratempo.
Beam Piper raccontava le avventure di un soldato della Pennsylvania trasportato  accidentalmente in un universo parallelo un po' più arretrato del nostro.
Le Cronache d'AltroDisco raccontano, invece, le avventure di Calvin Morriston, un sergente della guardia nazionale dell'Ohio a riposo che viene trasportato in un altro universo, un universo in cui una casta di produttori musicali ha il monopolio sull'etere e utilizza la televisione per indurre il popolo alla sottomissione attraverso la visione di programmi di infima qualità.
Questo universo parallelo è popolato, per fortuna, da gruppi valorosi di resistenti che con i loro componimenti musicali si oppongono al dilagante livellamento delle menti.
Questi gruppi lasciano a Lord Kelvin una video-testimonianza del loro operato, che al novello cavaliere comunica sempre una sensazione di deja-vu, sebbene per la sua scarsa cultura musicale non riesca mai a collegarla con fatti o episodi del mondo reale.

giovedì 21 ottobre 2010

Il moto disordinato delle scoperte scientifiche

Un bel giorno di aprile, la primavera sbocciava in colorati virgulti naturalmente felici di essere.
Nella casa di geometrie perfettamente disordinate, Robert Brown VIII si stiracchiò nel suo letto.
- Yawn.
- Buongiorno Robert. - una voce anziana proveniente da chissà dove.
- Buongiorno nonno.
- Dormito bene?
- Non c'è male grazie. E tu? Ah no, scusa.
L'educazione tradizionale con sui era stato cresciuto Robert Brown VIII aveva per un momento fatto dimenticare al ragazzo che la sua controparte vocale altro non era che una sintesi digitale di Robert Brown, il suo trisavolo scienziato che nel 1828 aveva scoperto il moto disordinato delle particelle  presenti in fluidi o sospensioni fluide e che da lui prese il nome. La voce sintetizzata non è neppure detto che fosse quella originale dello scienziato, ma era invece stata scelta da una selezione di voci registrate di simpatici vecchietti. Il cervello di Robert Brown, invece, era proprio il suo, ovvero un suo clone: il  DNA dello scienziato era stato utilizzato per riprodurne soltanto la zona cerebrale e portarla a un supposto giusto grado di maturazione, ovvero a un'età simulata di approssimativamente 50 anni.
Negli ultimi anni era pratica comune rispolverare qualche vecchio osso di famosi scienziati dei secoli precedenti, secondo una teoria elaborata a New Stanford dal biologo Luca Cavalli Sforza IV: se ne estraeva il DNA, si coltivavano le cellule in modo da ricrearne le sole aree cerebrali e se ne determinavano le caratteristiche comuni o simili che, probabilmente, avevano condotti gli esimi pensatori alle loro sensazionali scoperte.
Lo scopo ultimo di questo esperimento era un reverse engineering dei cervelli in modo da poter determinare quali caratteristiche genetiche li accomunassero e che, quindi, potessero prestarsi a manipolazione ed essere applicate, in seguito, ai cromosomi da innestare per il concepimento di nuovi esserini umani.
Al di là dell'estrema ambizione di questo progetto e delle effettive falle che lo caratterizzavano (non da ultimo il fatto che le scoperte non avvengono soltanto grazie a una maggior intelligenza, quanto per una costante applicazione e precisione, per la volontà di individuare, perchè si è deciso di seguire una determinata strada al posto di un'altra e, non ultimo, per caso), uno dei risultati intermedi era l'ottenimento di un cervello senziente, sebbene non collegato.
L'agenzia di ricerca, per evitare inutili sprechi, si era data al riciclo e quindi metteva all'asta cervelli di scienziati al miglior offerente.
Solitamente gli acquirenti erano musei, altri centri di ricerca o i discendenti stessi degli scienziati: nell'asta in cui Robert Brown fu aggiudicato, vennero venduti anche il cervello di Leonardo da Vinci, aggiudicato per 220 milioni di dollari allo Smithsonian, e quello di Dmitrij Ivanovič Mendeleev,da esporre all'ingresso della sede della Russkiy Standart, la vodka più diffusa in Russia. E' d'uopo qui ricordare che Mendeleev, nel 1894 al tempo in cui era direttore dell'Ufficio Pesi e Misure, carica che conquistò per meriti scientifici nonostante le sue idee apertamente liberali, formulò le norme tecniche per la produzione di vodka, ancora oggi valide per Polonia, Russia e repubbliche ex-sovietiche, fissandone la gradazione a 40°.
Vediamo quindi che i cervelli venduti potevano finire in bella mostra in qualche bacheca esposta al pubblico o essere utilizzati per i compiti più svariati, grazie all'impiego di metodologie e strumenti di biodigital-hacking, disponibili sia in rete che nei negozi specializzati.
Robert Brown IV, studente universitario di famiglia ricca, ma di non brillanti risultati e con una grande passione per l'hacking, aveva acquistato il cervello del bis-trisavolo per giocarci un po'. Dopo averlo messo in funzione, col passare del tempo si era reso conto di aver stabilito un forte legame con quella voce così remota, ma così lucida e prodiga di straordinarie suggestioni.
- Nonno, yawn, che ppalle! Sai che per l'esame di patafisica delle particelle devo studiare la legge di conservazione del numero barionico? E non c'ho neanche un po' voglia.
-  La legge di conservazione del numero barionico?
Momento di pausa, in cui Robert Brown VIII cercò di figurarsi quale fosse l'espressione del nonno mentre elaborava le sue teorie sulla dinamica dei fluidi.
- Ma lascia perdere quelle fregnacce: piuttosto, senti questa. Sai dirmi qual è la differenza tra un ingegnere, un fisico e un matematico?

domenica 17 ottobre 2010

Sensazioni di formiche

Ieri dallo psicanalista.
- Sa, dottore, ieri ero in uno di quei supermercati grandi, quelli che chiamano superstore, dove vendono di tutto, e guardavo tutta questa gente che correva qua e là come formiche alla ricerca di provviste per il proprio formicaio, e insomma, lei mi capisce, anche io ero una di loro, in quel momento.
- Non saprei. - fa lui guardandosi le unghie della mano destra. - Io non faccio mai la spesa, soprattutto di sabato.
- Capisco, lei riesce sempre a esaminare i suoi pazienti nella giusta prospettiva, non v'è alcun dubbio. Ad ogni buon conto, mi è venuto in mente il romanzo di Simak, ha presente, City?
Lo psicanalista rimira le unghie togliendosi delle fastidiose pellicine. - City? Cos'è, un nuovo modello di una macchina da cucire? Simac, diceva?
- Per l'appunto. Ma sulla targa all'ingresso del suo studio c'è scritto "Psicanalista". Ce lo ha fatto scrivere lei o quando ha affittato lo studio ha trovato la targa già fatta?
- Non la seguo.
- Beh, quello che intendevo dire è che in quel romanzo si parla di formiche che non vanno in letargo ma invece creano una società evoluta. Per fargliela breve, c'è un mutante che gli fa trovare dei carrettini con le ruote e da qui parte tutto uno sviluppo evolutivo fino a quel momento impensabile.
- Non c'è dubbio. Ma mi dica, come vanno i suoi attacchi d'ansia quando va dallo psicanalista?
- Beh, devo dire che permangono. Ho fatto delle ipotesi a proposito, e credo che sia perchè io ho delle aspettative nei confronti della terapia; aspettative che vedo puntualmente frustrate.
- Questa è una sua ipotesi.
- Indubbiamente.
- Come tale va considerata: un'ipotesi.
- Intende dire che...
- Io faccio la psicanalisi, per cui non intendo nulla. Lei cosa intende?
Noto con disappunto che mi si sta imperlando la fronte di sudore e le mani pure sarebbero da strizzare. Non voglio però che questo pensiero mi distolga dalla mia narrazione. Voglio andarci a fondo, stavolta. - Quello che volevo dire era che, al supermercato, ho notato una forte somiglianza con la società delle formiche evolute. Anche noi, che impazzavamo sfrenati qua e la a cercare provviste: immagini come sarebbe la scena ripresa dall'alto, in modo che le persone siano appena visibili. Se lei paragonasse quella scena a quello che succede intorno a un formicaio, quasi non noterebbe la differenza.
Il dottore mi guarda di sottecchi. Si è infilato un dito nell'orecchio e vi sta cercando qualcosa. Non vorrei assistere a questa scena, ma credo che il suo sguardo mi stia trapassando, che ora stia vedendo non dentro di me, ma oltre.
- Dottore...
Nulla.
A voce più alta. - Dottore...
Ritorna al presente. - E' come se avessi qualcosa nell'orecchio.
- Capisco.
- Come se mi fosse entrata una formica. Anzi, a dir la verità, secondo me, sono entrate delle formiche nel mio orecchio.
- Che strano. - dico io. - Solo in quello?
- Ora che mi ci fa pensare, anche nell'altro sento qualcosa.- si infila un dito anche nell'altra cavità. Caspita, non pensavo che le dita si potessero infilare così in profondità. Ora, il mio psicanalista, ha entrambi gli indici infilati nelle orecchie e si muove in maniera scomposta. Non è una bella scena, ma mi riconcilia col mondo della psicanalisi e calma la mia ansia meglio di un ansiolitico. Decido di fargli una foto col telefonino: non si sa mai, potrebbe sempre essermi utile.
Considero la sua temporanea assenza dal mondo dei coscienti come un intervallo di relax e rifletto sulla presenza di formiche nella sua testa. Sono stato io a materializzarle fisicamente nelle sue orecchie o a materializzarne la sensazione nel suo cervello? Sono dotato di questi poteri straordinari? Se è così, varrebbe la pena farne buon uso. Devo andarci a fondo.
Per il momento però intendo godermi la scena: il mio dottore si sta contorcendo sulla sedia pronunciando parole di cui non afferro il senso. Val la pena fargli anche un video.
Gli approfondimenti a un'altra volta.

venerdì 15 ottobre 2010

Pioneer 10 final achievement

Ecco un lavoretto che ho preparato tempo fa per una maglietta.
Non sono in molti ad averla indossata: se qualcuno si sentisse abbastanza bizzarro da volerlo fare, mi richieda pure l'immagine ad alta definizione.


Il tifo sportivo nel futuro

Ieri dallo psicanalista.
- Salve dottore.
- Salve paziente browniano.
- Ho fatto delle riflessioni che mi stanno conducendo alla formulazione di una nuova teoria del tifo.
- Parla del tifo in quanto malattia? Quello standard, quello esantematico o quello endemico? Bisogna essere precisi. Inoltre, di cosa si occuperà questa teoria? Eziologia o patogenesi? Bisogna essere precisi, e lei, in quanto paziente browniano, oggettivamente non gode di tale caratteristica.
- Senta, mio caro psicanalista, se volevo farmi fare il terzo grado andavo a tirare una scarpa al primo presidente del consiglio che mi capitava a tiro. Quello a cui intendevo riferirmi, era una teoria di come potrà essere il tifo sportivo nel futuro.
- Ah già. - lo psico sospira, alzando gli occhi al cielo per fissare un punto qualsiasi sopra alla mia testa. - Dimenticavo la sua inclinazione all'immaginazione. Ebbene, mi dica, carissimo, di cosa mi vuol parlare?
- Ecco, così va molto meglio. Ebbene, ho preso spunto dai fatti capitati a Genova l'altro giorno, sa, quando i tifosi serbi hanno cominciato a distruggere lo stadio e a far guerriglia contro la polizia.
- Ricordo, ricordo. Che fatto increscioso.
- Condivido la sua impressione. Ebbene, stavo pensando che, in futuro, questi match saranno organizzati in modo diverso. Pensiamo a quello che è successo a Genova e traiamone spunto: l'altro giorno i protagonisti dell'evento non sono stati i calciatori, ma i tifosi. E quante volte accade questo anche in Italia? Ma l'altro giorno è stato diverso. C'è stata una vera inversione delle parti: chi di solito va alla partita con l'ansia di vedere vincere la propria squadra e la paura che possa perdere diventa il protagonista. Chi provava ansia e paura, l'altra sera, erano proprio coloro che di solito figurano tra i protagonisti, ovvero i giocatori.
- Sì, la seguo.
- E allora, nel futuro si invertiranno le parti: le persone che costituiscono la tifoseria, persone normali che vanno a lavorare dal lunedì al venerdì, più o meno, che hanno una famiglia, dei figli, o una ragazza, o che so altro, si ritrovano alla domenica e vanno allo stadio a darsele di santa ragione. Si costituiscono due squadre che si menano a più non posso.
- Ah. E i giocatori? Voglio dire, quelli che attualmente fanno i calciatori, cosa ne facciamo?
- Quelli saranno gli spettatori, pochi selezionati spettatori che per entrare allo stadio dovranno pagare fior di quattrini, ma con la possibilità di scommettere su l'una o l'altra squadra. I giocatori, voglio dire le persone normali, invece no, non pagheranno nulla, e verranno retribuiti molto poco perché si farà perno sulla valorizzazione di valori quali il nazionalismo, il campanilismo e l'odio per il diverso. In questo modo non saranno necessarie le retribuzioni, perché la sola gratificazione di averle suonate di santa ragione alla parte avversaria compenserà la mancanza di salario. In più, le partite verranno trasmesse in televisione e l'esito finale sarà stabilito dal pubblico a casa mediante il televoto.
- Interessante. - Lo psicanalista si porta una mano al mento, simulando una riflessione. Gliel'ho visto fare altre volte, e alla fine se ne esce sempre con una castroneria. - Non che sia tutta questa originalità, eh.
- Scusi, ma lei, in quanto psicanalista, non dovrebbe astenersi dal dare giudizi?
- Mi scusi, mi ero fatto prendere dall'inversione delle parti.

giovedì 14 ottobre 2010

Come si manteneva Manfred Macx?

Non è mai stato chiarito come effettivamente traesse un guadagno dal suo lavoro il protagonista di Accelerando di Charless Stross.
Manfred Macx, broker memetico e professionista d'altruismo, girava il mondo proponendo idee open source a chi ne avesse bisogno: occupazione tra le più nobili e probabilmente efficace, ma la cui efficienza economica è sospetta.
Un'idea per sussistere deve essere sviluppabile e creare un progetto sostenibile: un'idea è pur sempre un'idea, chi di noi non ha idee? Io ho cento, mille idee al giorno e di queste solo una piccolissima parte è effettivamente realizzabile.
Manfred aveva la capacità di selezionare, tra le centinaia di idee quotidiane, solo quelle con alta probabilità di arrivare a un progetto, ma come si potesse realizzare e a quale processo di selezione venissero sottoposte non è dato sapere.
Voi mi direte: ma chi se ne frega, è un romanzo così straordinario che si può soprassedere a questa lacuna.
Oppure ipotizzerete: in effetti non è del tutto scontato quello che dici. Propongo di ritirargli il premio Locus.
Nell'intervallo di opinioni delimitato dalle due frasi sopra, sentitevi liberi di aggiungere la vostra gradazione di giudizio.